Qualche giorno fa Luca scriveva dell’empatia delle pecore. Oggi scopriamo che in natura esiste anche il perdono, in particolare nei lupi. Ebbene, le pecore soffriranno per le pene delle loro compagne, ma i lupi sono anche capaci di perdonare. In realtà, quale che sia il torto subito (e non saprei dire cosa sia un torto per un lupo), la riconciliazione è necessaria per la sopravvivenza del branco. In pratica qualunque tipo di incomprensione o di scontro fra membri dello stesso gruppo potrebbe mettere in pericolo la vita di tutti. Fra i lupi ,quindi, perdonare non è solo nobile, ma fondamentale. Fa parte della loro natura. Immaginiamo un giorno lupesco su un monte, diciamo il monte Ciccia. Un lupo, chiamiamolo Evaristo, ruba la preda appena uccisa da un altro, che sarà Giuseppe. Giuseppe, comprensibilmente incazzato, va da Evaristo e lo azzanna. Comincia una piccola rissa. Il branco si riunisce attorno ai due litiganti, chi ulula, chi abbaia, chi aizza Giuseppe, chi tifa per il sangue. Poi arriva il capo , nero perchè ha già avuto una brutta giornata, e fa un casino, convincendo i due a smettere di picchiarsi. La cosa, sanno bene i due lupi, deve finire lì.Il modo per festeggiare la forzata riappacificazione arriva presto, con un bell’assalto notturno ad un gregge di pecore, che nel frattempo sono troppo concentrate a guardarsi in faccia e darsi pacche sulle spalle per accorgersi del pericolo. I lupi, essendo magnanimi, le fanno fuori tutte per non far soffrire le eventuali sopravvissute. E al mattino, sul monte Ciccia, nessuna pecora triste e tanti lupi amiconi e panzuti. Equilibrio perfetto.