Inquietudine teorica e strategia del gigioneggio

2 dicembre 2007

Il Papa afferma “Jambalaya!”. Wow, non ci avevamo mai pensato.

Il papa oggi ha allegramente affermato che la Storia dev’essere rievangelizzata. Con toni allarmanti e anche abbastanza apocalittici (ma con quella faccia anche se dicesse “Jambalaya!” mi sembrerebbe apocalittico) dall’alto del suo rapporto privilegiato con Dio (ma de che? chi l’ha eletto papa, Dio o quattro vecchietti ammantati di rosso?) racconta la sua favoletta quotodiana. Sempre più incazzato, si scaglia contro la scienza, la ragione , il relativismo, la secolarizzazione della Chiesa (non sia mai!), le Nazioni Unite (immorali!) e in generale tutta la modernità, come male che porta gli uomini a pensare individualmente (pensare da soli fa male! allontana da Dio! la Chiesa dev’essere la guida! – giuro che nella nuova enciclica dice questo). Ebbene si, la modernità sta relegando la fede nella sfera privata e individuale. Ma, mi chiedo, avrà anche lui, il nostro vecchietto ammonitore preferito, smesso di pensare? Nella sua ansia di creare sillogismi credibili per scagliarsi contro tutto ciò che di buono c’è adesso al mondo, non ha pensato che gli orrori della Chiesa hanno visto la loro fine solo all’affermarsi della modernità? Che l’illuminismo, la scienza hanno cominciato a migliorare la vita dell’uomo qui, sulla Terra, anche per chi la speranza di un’aldilà decente non ce l’ha! Ha attaccato le Nazioni Unite: <c’è un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralità della “legge morale naturale” e la difesa della “dignità dell’uomo”. Le regole internazionali – ha proseguito il Pontefice – si basano solo su una ragione politica e non etica e ciò porta ad “amari risultati”.> (Da Repubblica)

La “legge morale naturale”? ma di che sta parlando? Giuro, non ho capito. E poi uno degli obiettivi principali delle Nazioni Unite non è difendere i diritti umani? Chissà, forse la dignità di un essere umano veniva meglio difesa dall’alto di una pira, mentre il fuoco purificava la sua anima.

Il nostro vecchietto preferito affetto da delirio di onnipotenza. Cerchiamo di capirlo, è decisamente nato nel secolo sbagliato, si sarebbe trovato molto meglio a incoraggiare dal suo trono i crociati all’assalto di Gerusalemme. Diavolo quanto si sarebbe divertito. Ma la salvezza, come lui stesso afferma, sta nella speranza : chi dice che già in questo istante una crociata non sia alle porte?

Ecco il pensiero di un uomo che di certo ne sa più di me, e sa esattamente quello che scrive (non si può dire lo stesso di me, nè di Joseph), il giornalista Eugenio Scalfari http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/papa-mondo/papa-mondo.html

 

 

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