Inquietudine teorica e strategia del gigioneggio

5 gennaio 2008

Palazzo della cultura a Messina

Filed under: Architettura,Messina — kotbehemot @ 10:35 pm

Tornata a Messina per le vacanze di Natale, ho notato l’avanzamento dei lavori del palazzo della cultura sul viale Boccetta. Nonostante tutto lo lasciasse presagire, neanche le mie più oscure fantasie potevano immaginare una tale CAGATA!

E’ un edificio veramente orribile, una specie di zigguratt al contrario color rosa maiale (somiglia alle poltrone di pelle di palle di porco di un certo Carlo di mia conoscenza in effetti, ih ih) con una serie di finestre simil feritoie piazzate sulla facciata senza alcuna giustificazione estetica (anche se ci fosse sarebbe messa in secondo piano dal rosa porcello che tutto ricopre come una ventata di vomito). Proviamo a entrare nella mente del progettista, di cui non farò il nome, pensando alla chiesa di S.Francesco proprio di fronte al nostro PPP (palazzo-poltrona-porcello). Ha forse egli scelto quel rosa affinchè, nella sua mente perversa, si sposasse con i colori dell’antica chiesa (più volte restaurata e ricostruita bla bla bla)? E quelle strette finestre vogliono forse evocare le vetrate di una chiesa gotica? dio mio spero di no.

Sto diventando ipercritica! fermatemi!

Ho ritrovato delle vecchie email di protesta che avevo mandato ad alcuni giornali e telegiornali in risposta a vari servizi. 

Luca ha ragione, cazzo che valìa. 

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12 commenti »

  1. Quel palazzo è la solita vergognosa montagna di merda che ci scaraventano addosso perchè qualcuno ci deve guadagnare. Tristemente orrido

    Commento di Jonny Feb — 6 gennaio 2008 @ 2:05 am | Rispondi

  2. Più passa il tempo è più mi rendo conto di un fatto evidente, ovvero che il problema di Messina sono i Messinesi. Considerato poi che i migliori (Messinesi) sono emigrati, emigrano ed emigreranno si capisce come per Messina non vi sia più alcuna speranza. Il futuro è come il rosa del Palacultura per la città dello Stretto.

    Commento di Censurarossa — 3 ottobre 2008 @ 3:29 pm | Rispondi

  3. Caro censura, i migliori sono rimasti a messina, aggiòrnati

    Commento di Non classificato — 13 ottobre 2008 @ 12:55 pm | Rispondi

  4. Forse noi siciliani, con lo ‘stato’ amministrato dall’esterno dell’isola fin dai tempi di Federico, ci siamo abituati a non considerare ciò che è pubblico come ‘cosa di nostra proprietà’ (perchè non credo che ci sia uomo al mondo che potrebbe trovare una qualsiasi qualità estetica in quell’edificio….) o forse i nostri amministratori sono proprio i soggetti meno attenti al significato che certe operazioni hannno (o dovrebbero avere) per ricucire quanto è stato lacerato dalla storia…
    Non c’è alcuna ragione al mondo per cui continuiamo ad esprimere il nostro consenso votando le dua facce della stessa medaglia ( mi riferisco alle scorse elezioni comunali e provinciali). Non c’é che dire, siamo proprio masochisti…

    Commento di Ludovico Van Pippo — 26 gennaio 2009 @ 4:39 pm | Rispondi

  5. Solita lagnosità messinese…
    Se non finiscono i lavori vi lamentate, quando si finiscono fanno schifo, è la natura del Messinese… poi magari sbarcate in qualche cazzo di città che nasconde molti più mostruosità proprio nei centri storici, e tornate a Messina per le vacanze, a disprezzare la vostra città, fareste meglio a rimanere nella vostra città adottiva!

    Commento di Anonimo — 22 aprile 2009 @ 1:23 pm | Rispondi

    • compare hai ragione, non siamo in grado di apprezzare, nel vero senso della parola. spesso purtroppo con le fette di prosciutto sugli occhi il messinese doc non riconosce quelli che sono piccoli passi avanti.

      Commento di gio' e manu. — 23 novembre 2009 @ 9:09 pm | Rispondi

      • Ragazzi, qui bisogna chiarire una cosa. nelle città vitali è naturale che le proposte e le novità generino discussioni e a volte polemiche. è così che funziona in città come roma e venezia, dove la tradizione e la bellezza dell’urbe non impediscono ai cittadini di avere dibattiti e eventualmente di criticare l’amministrazione.
        con i vostri commenti invece riuscite a non provocare dibattito, a non suscitare confronto! mi date una forte impressione di provincialismo, perchè il contenuto di questi ultimi commenti è in sostanza che non ci si deve lamentare, che non si deve fare critica, che quando si vive in un posto in cui l’amministrazione e le istituzioni sono inefficienti e fallimentari ci si deve astenere dal sindacare sul poco che viene fatto. vi rendete conto che questi atteggiamenti costituiscono la morte intellettuale di messina e dei messinesi? il fatto che messina abbia tanti difetti NON può essere un’alibi per chi ci governa ed è responsabile dello sviluppo della città!
        1) IL PALAZZO DELLA CULTURA si trova all’ingresso autostradale e portuale della città, pertanto è una delle prime cose che ci si trovano di fronte visitando messina.
        2) IL PALAZZO DELLA CULTURA ha una funzione (perlomeno a livello nominale) importantissima.
        3) IL PALAZZO DELLA CULTURA si trova di fronte alla chiesa dell’Immacolata, la più grande della città dopo il duomo, e una delle più antiche.
        4) IL PALAZZO DELLA CULTURA, come tutti gli edifici che vengono costruiti, non se ne va con questa classe politica, o con questa generazione: è stato progettato per rimanere per sempre.
        Per queste e altre motivazioni la progettazione del palazzo della cultura a messina dovrebbe stimolare un grande dibattito, e ancor prima ci si dovrebbe rendere conto della responsabilità che ci si prende costruendo un edificio di tale importanza. se messina ha tanti difetti è anche perchè l’amministrazione ha fatto schifo e ha edificato senza criteri, sentendosi libera di fare schifezze senza il timore di essere giudicata per il proprio vergognoso operato. e il vostro istinto civico è quello di dire “guarda quanti problemi ha messina e quanti difetti hanno i messinesi, per una volta che ci costruiscono qualcosa stai zitto e apprezza”. questo è il modo più stupido e veloce per uccidere una città

        Commento di Luca — 4 dicembre 2009 @ 11:08 pm

  6. E tu chi sei, il ministro dell’esilio? Potresti farmi un favore (a parte evitare gli errori di ortografia, ovviamente)? Facci sapere cosa possiamo criticare e cosa invece ritieni intoccabile nella tua adorata messina.
    Non voglio essere offensivo, quindi scusa se rido di te, ma ne ho piene le tasche di questi discorsi da buddaci, del genere: se vivi in una certa città, o ne sei nativo, o ci passi le vacanze, non puoi mica fare osservazioni critiche, eh. Mica puoi cambiarla, è così e basta.
    Ma dai, apri gli occhi. Scusa se mi permetto, ma la tua non ti sembra una posizione da pecorone? Sembri avere una mentalità molto chiusa a giudicare dal modo in cui ti opponi alle critiche. “Non ti piace l’edilizia cittadina? E allora vattene!”. Questo è il discorso di un bambino che non vuole farti giocare col suo pallone, non puoi farlo per una città, è illegittimo e anche omertoso, e in più ti fa fare la figura dello stupido. Senza rancore, ovviamente

    Commento di MessineseDOC — 12 maggio 2009 @ 7:03 pm | Rispondi

  7. Luca,nel tuo commento hai espresso benissimo quello che penso al riguardo.Avrei dovuto esprimere così le mie vere opinioni in questo post che ho scritto mesi fa, ma in fondo tenevo questo blog per scrivere quello che mi pareva, anche in toni eccessivi, e divertirmi anche un pò, senza la pretesa di fare informazione o diffondere verità assolute. Forse , se mi fossi espressa diversamente, chi è capitato su questo blog avrebbe potuto capire il mio punto di vista. Magari queste persone si sarebbero messe a riflettere sulla questione, invece di sprecarsi a commentare alla solita maniera, quella del fiero messinese che si offende e si stupisce quando un concittadino ingrato critica il poco che ha. La verità, banalissima, è che a Messina normalità significa non interessarsi a quello che accade, ignorare le ingiustizie e le brutture che la città subisce, abituarsi all’illegalità, abituarsi al nepotismo, alle istituzioni assenti e corrotte. A Messina la gente non si è solo rassegnata, si è abituata a quello che ha,evidentemente non sente il bisogno di cambiare. A Messina un solo palazzo viene costruito dopo decenni di immobilismo. Questa è la normalità, e non esiste altro. Mi piacerebbe parlare delle potenzialità di questa città, ma ho già sentito le repliche a questi discorsi : ” si ma tanto non lo faranno mai” “hai ragione ma così è meglio di niente” “smettila di lamentarti, se non ti piace te ne vai”. Quasi mi vergogno a scrivere cose tanto ovvie, forse sarebbe meglio raccontare le cose che ho visto, i gesti di una città che per noi sono tanto normali e che invece per chiunque altro in un Paese civile sarebbero inspiegabili, vergognosi. Ancora non ho trovato la voglia di farlo, sto ancora imparando a vivere diversamente. Però non ho intenzione di smettere di lamentarmi,e il pensiero “non puoi disprezzare la tua città natale” mi disgusta ogni giorno di più.

    Commento di kotbehemot — 5 dicembre 2009 @ 1:11 am | Rispondi

  8. Cool affair, I didn’t thought reading it was going to be so cool when I looked at the url!!

    Commento di stembypeDet — 13 dicembre 2009 @ 1:48 am | Rispondi

  9. Per mia fortuna,mi trovo al Nord ormai da più di un ventennio e non ho ancora visto l’obbrobrio, ma ripensando alle tante pecche della mia città, mi chiedo se non fosse stato meglio destinare quel denaro ad altre strutture primarie, dato che la città, a detta di parenti e amici sta degradando sempre più?

    Commento di Flavia — 31 maggio 2010 @ 8:41 am | Rispondi

  10. Non apro questa pagina dal 26 febbraio 2009 e quasi per caso sono capitato nuovamente su questo sito solo oggi. Noto con piacere che diversi italiani (si, anche se non sembrerebbe, di italiani si tratta) approvano una critica che non può divenire costruttiva solo perché mancano gli interlocutori in grado di interloquire con cognizione di causa (i nostri politici non possono perché sono molto attenti a procacciarsi i voti concordando con i capobastone dei diversi rioni, gli obiettivi da perseguire nel loro mandato e quindi creare clientele e peggio)
    Proprio qualche mese fa, l’avv. Scoglio, nel corso di un confronto con la cittadinanza avvenuto a seguito del tormentone relativo al recupero del quartiere del Tirone, rispondeva alle critiche mosse da qualche decina di architetti circa la poca opportunità di eseguire il progetto della Società di Trasformazione Urbana dicendo che questo numero è poco rappresentativo perché esiguo rispetto alla totalità (l’Ordine degli Architetti di tutta la provincia conta più di 1500 iscritti), Un pò come dire, che se non si è la maggioranza non è il caso di esprimere le proprie critiche, anche quando queste provengono da diversi docenti universitari (quella sparuta schiera che dissente) che, badiamo bene, hanno provveduto negli anni passati a formare gran parte degli iscritti di oggi. Mi chiedo come mai allora, se vi è un così grande numero di progettisti in tutta la città, il capogruppo della STU è anche il progettista delle “piazze” presenti tra gli edifici della palazzata in cui sono da qualche in corso i lavori… E la “democratica” rotazione degli inarichi non vale in questi casi? Si tratta proprio di un ingegnere bravissimo se accumula incarichi a scapito di tutti gli altri colleghi…. o forse no? Chi ha avuto modo di vedere il progetto sa di cosa sto parlando ma c’é di più. In questa città di mare, in cui il rapporto con il mare è stato negato fin dai tempi in cui fu stabilito di dare il monopolio del trasporto sullo stretto ad una famiglia messinese il cui peso politico ed economico ha sempre condizionato lo sviluppo. In verità c’era pure la compartecipazione più o meno occulta di un sottosegretario che oggi non è più ma che ci ha lasciato in eredità un nipote la cui incapacità è stata evidente nella sua fortunatamente breve esperienza politica. Da quando la fiera, uno dei motori potenti della città negli anni 60, é diventato il posto nel quale riciclare trombati della politica e vassalli di mezza tacca che con il suo muro fortunatamente abbattuto da qualche anno, ha negato tale rapporto con il mare. Da quando anche i consigli di amministrazione di diversi enti servono per garantire plebende a presidenti, segretari, tesorieri e consiglieri guarda caso vicini alla politica (sia di destra che di sinistra, se ne esiste ancora una). Da quando, sempre per un’operazione dai contorni indefiniti, si è dato incarico ad un famoso progettista per ridisegnare l’affaccio a mare della città (poteva studiare un pò meglio la questione e rendersi conto che il suo progetto, così come è visibile sulla rete, non può essere realizzato, a meno di non considerare ciò che insiste nel sottosuolo come qualcosa di sacrificabile in contotendenza con quanto fanno le nazioni più o meno progredite di tutto il mondo che invece puntano proprio sulla ricerca e sulla riqualificazione (quella vera) per creare un volano che contribuisce a garantire sviluppo alla nazione (si veda il governo turco ad Efeso, Pamuccale-Hierapolis, Smirne etc. che da oltre 50 anni invita gli archeologi italiani a scavare per accrescere il “valore” del paese).
    Caro Anonimo, potrei continuare per ore ma non credo che la carica del mio portatile reggerebbe quindi posso solo aggiungere a quanto detto tempo addietro a riguardo, che non siamo solo masochisti ma anche imbecilli se non riusciamo a rendeci conto che la critica, quando è costruttiva può solo dare un contributo positivo mentre l’accettazione acritica di ciò che viene stabilito nelle alte sfere può solo fare sorridere gli Anemone, i Berlusconi, i Mastella, i Bertolaso della situazione. Spero per te che i tuoi figli non debbano andare a mendicare il posto di lavoro a questi tizi che si permettono di consideraci “popolo bue” da prendere in giro con promesse e menzogne. e nel frattempo ingrassano…

    Commento di Ludovico van Pippo — 16 agosto 2010 @ 9:04 pm | Rispondi


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