Inquietudine teorica e strategia del gigioneggio

17 gennaio 2008

Quando gli art attack invadono le città

Il tintore della fontana di Trevi è tornato! Ricordiamo ancora l’ immagine della fontana d’improvviso sgorgante rosso sangue, quasi un preannuncio di apocalisse. Stavolta l’iniziativa è molto più giocosa, con mezzo milione di palline colorate lasciate cadere giù dalla scalinata di Piazza di Spagna. L’amministrazione comunale e i politici hanno fatto fronte compatto contro questi due “attacchi d’arte” , definiti atti di intollerabile vandalismo, un’offesa a Roma, uno sfregio che lascia sbigottiti, bla bla bla. Attenzione, nessun importante monumento di Roma è stato danneggiato, anzi direi che sono stati valorizzati, rivestiti per qualche minuto di una nuova potenza espressiva, tranquillamente paragonabile a qualsiasi altra forma di arte urbana.

Pare che i responsabili siano vicini all’estrema destra e che le loro azioni abbiano dei presupposti politici. Sinceramente non lo so e neppure mi interessa. Preferirei che gli autori fossero semplicemente spinti dall’arte fine a se stessa, magari dall’impulso di coinvolgere la città in una nuova corrente, dalla voglia di rinnovare la bellezza. In realtà mi piace pensare che sia tutto un complotto di Giovanni Mucciaccia.

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