Inquietudine teorica e strategia del gigioneggio

13 gennaio 2008

La speranza è l’ultima a morire

Colpo di stato al liceo La Farina. Tutto il personale della scuola si ribella, appoggiato dagli studenti. Preside rovesciato. La Farina cambia nome, diventa La Comune. Pio Lo Re tenta la fuga da una finestra ma viene bloccato. Reagisce a colpi di martello, ferendo tre insegnanti e un bidello. Gli studenti inferociti dopo averlo malmenato lo rinchiudono in una cassa. Lo Re viene quindi spedito a Marrakech. La scuola è festante, viene proclamata la Costituente. Primo tentativo di democrazia diretta in una scuola. Alcuni facinorosi neofascisti vengono espulsi all’unanimità e condannati all’esilio perpetuo. Il greco viene bandito dal programma scolastico. Grande giubilo del popolo.

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5 gennaio 2008

Palazzo della cultura a Messina

Filed under: Architettura,Messina — kotbehemot @ 10:35 pm

Tornata a Messina per le vacanze di Natale, ho notato l’avanzamento dei lavori del palazzo della cultura sul viale Boccetta. Nonostante tutto lo lasciasse presagire, neanche le mie più oscure fantasie potevano immaginare una tale CAGATA!

E’ un edificio veramente orribile, una specie di zigguratt al contrario color rosa maiale (somiglia alle poltrone di pelle di palle di porco di un certo Carlo di mia conoscenza in effetti, ih ih) con una serie di finestre simil feritoie piazzate sulla facciata senza alcuna giustificazione estetica (anche se ci fosse sarebbe messa in secondo piano dal rosa porcello che tutto ricopre come una ventata di vomito). Proviamo a entrare nella mente del progettista, di cui non farò il nome, pensando alla chiesa di S.Francesco proprio di fronte al nostro PPP (palazzo-poltrona-porcello). Ha forse egli scelto quel rosa affinchè, nella sua mente perversa, si sposasse con i colori dell’antica chiesa (più volte restaurata e ricostruita bla bla bla)? E quelle strette finestre vogliono forse evocare le vetrate di una chiesa gotica? dio mio spero di no.

Sto diventando ipercritica! fermatemi!

Ho ritrovato delle vecchie email di protesta che avevo mandato ad alcuni giornali e telegiornali in risposta a vari servizi. 

Luca ha ragione, cazzo che valìa. 

3 luglio 2006

U megghiu postu d’u munnu

Filed under: Cucina,Messina — kotbehemot @ 8:03 pm

non vi n’annati di quattru stradi si non manciati alivi scacciati

Post esami

Filed under: Link,Messina,Scuola — kotbehemot @ 1:09 am

30 giugno, orali. Verso le 10 e mezza del mattino sono fuori, ho finito, la scuola me la sono lasciata alle spalle. Da quel momento in poi, ozio sfrenato. Di sera a casa di eddy a vedere la partita dell’Italia, tutta la serata davanti alla tv circondati da culatello, focaccia e birra messina. Giorno dopo, sveglia a mezzogiorno, altro ozio, poi uscire, si approfitta (non saprei dire chi ha cominciato)della musica dance anni novanta che hanno messo al pub a tutto volume per darci a improbabili danze davanti alla gente che mangia. Rivedo gente che avevo data per morta, fra lo studio e lo stress non uscivo da parecchio. Domenica (cioè oggi) di nuovo ozio, anche troppo, per tutta la giornata, poi si decide di prendere la macchina e andare sui colli a mangiare da don minico. Panino alla disgraziata come sempre paradisiaco, don minico come sempre al suo posto. La serata finisce di nuovo al pub. La vita senza scuola fin’ora non è niente male.

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Don Minico
il sito di don minico

18 giugno 2006

Inno agli italoamericani (reali o immaginari)

Filed under: Messina,Sport — kotbehemot @ 3:26 pm

Giancarlo Arena, credo che esista da qualche parte, probabilmente più di uno, probabilmente abita dale parti di Ganzirri o Torre Faro, chissà magari è parente del grottesco allenatore degli USA, cioè dell’improbabile squadra di calcio degli Stati Uniti, che ai più sembra DAVVERO improbabile ma esiste e in questo preciso istante sta partecipando ai mondiali (a nessuno interessa, men che meno a me,ma quasi tuti i giocatori hanno nomi irlandesi o messicani o italiani, però fanno cagare lo stesso). Comunque, rimane Bruce Arena, il panzuto allenatore, tipica espressione da zallone messinese, panz’i bira, al solo guardarlo fa pensare a un tir di 7 tonnellate e mezzo, e poi c’è Giancarlo, questo lontano parente che abita qui, ma non sa di essere suo parente,in realtà gli somiglia, ma chissà perchè una nebbia gli avvolge il cervello, e non riesce a riconoscersi nel faccione inquadrato dal cameraman della rai. Fa strani gesti, chissà che diavolo sta urlando, e soprattutto in che lingua starà bestemmiando, siciliano o angloamericano? Che personaggio affascinante

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